Luca Bussoletti – Intervista

aprile 17, 2018 5:00 pm - 5:30 pm

EVENTO

Giovedì 17 Maggio alle ore 17:00, in occasione dell’uscita del suo nuovo EP, intervisteremo Luca Bussoletti, uno dei cantanti più attivi del nostro periodo. L’intervista che sarà animata dai brani del suo EP, sarà condotta da Francesca.

 

CENNI BIOGRAFICI

Luca Bussoletti ha duettato con Dario Fo nell’album distribuito col Fatto Quotidiano nel 2006 e che ha scritto la canzone, “Povero Drago”, che Amnesty International ha scelto per festeggiare i suoi 40 anni in Italia.

Arriva da un’intensa attività live tra opening act di Tricarico e il sold-out all’Auditorium Parco della Musica ed ha al suo attivo diversi riconoscimenti importanti tra cui il Premio Lunezia e il Premio Donida.

Il suo precedente album, POP THERAPY, prodotto da Luca Mattioni, è stato nella top10 di vendite della Fimi e tutti e 4 i singoli estratti sono stati in top10 generale di iTunes. “Come scemi” è forse il suo pezzo più noto perché fu scelto dalla Maxibon per la sua campagna estiva del 2014. Il singolo “Selvaggia Lucareli” invece ha superato il milione di views su Youtube e i 500mila streaming su Spotify.

Il nuovo lavoro, “Peso Piuma”, contiene “É finita la crisi” che inneggia ad un paese sempre pronto a cambiare… a parole. É prodotto da Parola Cantata, l’etichetta di Mauro Ermanno Giovanardi dei La Crus insieme a Lele Battista e Leziero Rescigno degli Amor Fou.

Il nuovo tour invernale, partito a Piobbico nella Marche, è in corso e si chiuderà il 25 maggio 2018 all’Auditorium Parco della Musica.

 

“È FINITA LA CRISI”

Bussoletti, in mezzo a EP, album e canzoni applaudite dalla critica e seguite da un pubblico sempre più numeroso e variegato (il cosiddetto popolo del web, gli spettatori dei concerti, i fan di ogni ordine e grado), sceglie di raccontare con ironia i tempi senza sosta in cui siamo immersi, con un pezzo nuovo e balzellante, magnetico e seducente, attraente e sinistro. Un pezzo che ti costringe a strapparti via la maschera della tristezza.

Nel videoclip (che NON è un videoclip), viene pedinato per ventisei ore in una giornata senza fine, dove essere “artista” significa mettere in fila incontri, bevute, ispirazione, fastidi o semplici necessità quotidiane. Il crollo è inevitabile.

Tre minuti di montaggio che condensano una frenesia che pulsa altrettanto forte nel testo e nella musica. Sorrisi nervosi, appunto, icone generazionali che tornano (Heather Parisi o Max Pezzali), i social (gli smile condivisi, i selfie con l’Uomo Ragno), i luoghi (Via Montenapoleone a Milano, il Teatro dell’Opera) e il corpo sano (in fondo, abbiamo ancora trentaquattro denti), ma fino a un certo punto, un senso strisciante di malessere che incrina un ritornello contagioso e un poco psicotico.

Sono i Tempi Moderni in cui l’operaio di Charlie Chaplin ha ancora un posto d’onore e in cui il buon pop di questa apina operaia sa farsi sentire con la giusta, isterica e avvincente allegria. Un’ape operaia della musica viva.

Di seguito il video.